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Notizie incoraggianti
dalla chiesa perseguitata
Siria: Aiuti nel mezzo del caos
News Porte Aperte del 9 giugno 2011
Tutti gli occhi sono puntati su Mariam.
Con tono pacato sta impartendo una lezione su un tema delicato: “Sogni infranti e una nuova visione”
Molte delle donne presenti prendono appunti mentre lei insegna.
In certi momenti non si sente una mosca volare, mentre in altri le lezioni sono più interattive perciò l’atmosfera è molto animata nel locale.
Siamo a Damasco, capitale della Siria, a una conferenza per donne organizzata da Porte Aperte in questa nazione. La missione Porte Aperte ha risposto alla richiesta di cristiani locali di realizzare questa conferenza per sopperire a bisogni specifici. Le donne presenti hanno vissuti differenti: 15 vengono dall’Iraq, 3 sono sudanesi, il resto sono siriane.
Lo stile di Mariam è gentile, il modo con cui spiega le cose è facilmente comprensibile a tutte le presenti, nonostante i diversi background e le diverse età (dai 20 ai 60 anni). Inoltre gli esercizi interattivi con cui vengono sfidate le partecipanti sono davvero molto coinvolgenti. Soprattutto quando vengono divise in piccoli gruppi, le donne hanno la possibilità di vivere splendidi momenti di condivisione e discussione su soggetti specifici importanti. L’inizio delle lezioni è un momento davvero speciale: tutte le partecipanti cantano e lodano il Signore con totale devozione e trasporto aprendo l’incontro nel migliore dei modi. I tre temi principali della conferenza sono il succitato “Sogni infranti e una nuova visione”, seguito da “Come superare le difficoltà” e “Perché continuare a scalare la montagna della fede”.
Alla fine del week end abbiamo chiesto a qualche partecipante un commento. “Sono così felice di aver partecipato a questa conferenza! Spero proprio che se facciano altre in futuro”, ha risposto una donna all’uscita del locale. “Abbiamo proprio bisogno di cose di questo tipo”, ha invece aggiunto una tra le più giovani. “Ho imparato l’importanza dell’incoraggiamento. Ho potuto vedere che esso è opera dell’amore, innalza i nostri cuori e ci incoraggia a continuare le nostre vite: siamo state così benedette!”.
Quale forza ci sia nel cuore delle donne è stato appena raccontato. Porte Aperte aiuta anche così: organizzando incontri per donne;
azioni concrete che insegnano a resistere nella prova.
MESSICO:
in Chiapas rilasciati altri 15 cristiani detenuti
News porte Aperte dell’ 11 novembre 2010
Il 14 ottobre scorso sono stati rilasciati dalla prigione di Amate altri quindici detenuti per il massacro di Acteal. Ricorderete sicuramente come Porte Aperte abbia seguito i casi di questi fratelli ingiustamente accusati di un terribile fatto di cronaca: la campagna di lettere in favore di questi credenti ha fatto il giro del mondo. Possiamo dire che grazie anche al supporto legale che stiamo fornendo loro, i casi vengono progressivamente rivisti dalle corti giudiziarie messicane e ad ogni udienza (che purtroppo avviene sempre con tempi lunghissimi) emergono tutte le falsità fabbricate contro questi credenti oltre che tutte le lacune in termini di prove tangibili che portarono all’assurda e inumana sentenza di oltre 12 anni fa.
Questi uomini appartengono al gruppo i cui casi sono stati sottoposti per decisione della Corte Suprema Messicana alla Corte Bassa di Tuxtla Gutierrez. Dai due rilasci precedenti avvenuti in agosto e novembre dello scorso anno sono stati liberati in totale 44 uomini: i fatti non sussistono, le accuse sono false. Dodici anni e sette mesi: questa la durata della loro ingiusta prigionia! Come successo agli uomini rilasciati in precedenza, anche a loro non è permesso di tornare nelle loro case di Acteal: per motivi di sicurezza personale verranno presto alloggiati nell’apposita area destinata a loro e alle loro famiglie. Per un breve periodo resteranno in quartieri temporanei, dove inizierà il loro reinserimento in società. Il Governo continua ora a sostenere queste famiglie con alloggi e cibo nelle comunità dove sono stati trasferiti. Per quanto riguarda il resto dei detenuti, sono ancora incerte le disposizioni per i 35 uomini rimasti in prigione.
Ecco i nomi dei 15 rilasciati: Mariano Luna Ruiz, Juan Luna Perez, Elias Luna Ruiz, Pedro Mendez Lopez, Daniel Perez Perez, Victorio Arias Perez, Pedro Luna Perez, Javier Vazquez Luna, Jose Perez Perez, Rafael Luna Vazquez, Manual Luna Vazquez, Julio Enzin Guzman, Mariano Luna Perez, Agustin Vazquez Mendez, Alonso Jimenez Enzin.
GRAZIE SIGNORE
Colombia:
ritrovare il sorriso
News Porte Aperte del 23 settembre 2010
Lidda aveva 5 anni quando suo padre, il pastore Jose Guillermo Bohorquez, venne ucciso dai guerriglieri a Corocito, Arauca, una regione in cui i cristiani continuano ad affrontare una dura persecuzione. Sua madre, oltre che senza il suo amato marito, rimase senza nessun supporto economico con ben 7 figli da crescere. Oggi Lidda ha 14 anni e circa tre anni fa, venne invitata (vista la sua difficile situazione familiare) a vivere al Centro per bambini “Hogar”. Sin dall’inizio la tragedia del padre e poi il distacco dalla famiglia la spinsero ad assumere un comportamento di rifiuto e di scherno nei confronti sia degli insegnanti che degli altri compagni nel centro. Palesemente ricolma di ferite interiori, Lidda si comportava male con tutti, usando spesso un linguaggio duro e offensivo, ma la stessa durezza la riservava anche a se stessa, tanto che gli insegnanti notarono sin da subito una bassissima stima di sé in questa bambina. Oggi, grazie all’amore e alla cura del personale del centro e dei compagni, Lidda è cambiata, ha preso maggiore coscienza sia di se stessa, che delle ferite che porta dentro e il suo comportamento è totalmente cambiato. Tra le varie attività che vengono svolte nel centro, vi è spesso spazio per esercizi che possano sviluppare nei ragazzi un miglioramento personale, una riflessione interiore e una maggiore comunione con Dio ( ricordiamo sempre che questi ragazzi hanno subito traumi terribili). Uno di questi esercizi è particolarmente servito a Lidda per avere una visione chiara di come gli altri la consideravano e, sorprendentemente, l’ha spinta a rivedere il suo comportamento per cambiare l’immagine che gli altri avevano di lei.
“E’ difficile riconoscere i propri errori, ma ringrazio Dio per avermi aperto gli occhi e fatto capire chi sono veramente” ci ha detto Lidda. Due mesi dopo quell’esercizio di gruppo, gli insegnanti hanno notato una chiara evoluzione in lei e, soprattutto, la capacità di riconoscere i propri errori. Tutto ciò ha portato a un netto miglioramento a scuola e nei compiti che le venivano assegnati. Per esempio nell’ambito del progetto legato all’allevamento di animali da fattoria (essenziale da quelle parti), Lidda ha maturato un amore e una cura per tali animali esemplare. “Non è facile cambiare, ma Dio mi sta aiutando. Inoltre non posso perdere l’opportunità di vivere in un posto speciale come questo, dove posso imparare un sacco di cose utili che non avrei mai potuto imparare se fossi rimasta a casa mia”, ha ammesso sorridente la ragazzina.Grazie Signore per questo fiore.
Ciò che state rendendo possibile!
Questa è solo una delle tante e meravigliose storie che accadono nel Centro per bambini Hogar, ColombiaQuesto centro, una peculiare combinazione tra una casa, una scuola e una fattoria, è un progetto di Porte Aperte nato circa 10 anni fa per dare rifugio ai figli di pastori o di anziani e leader di chiesa sottoposti a minacce o aggressioni da parte dei membri della guerriglia che, purtroppo, ancor oggi controllano varie regioni della Colombia. Attualmente ospita 53 tra bambini e ragazzi dai 9 ai 18 anni ed oltre a un rifugio sicuro, rappresenta un vero e proprio centro formativo, con materie interessanti come artigianato, falegnameria, allevamento di animali e sartoria, ma anche musica, teatro e corsi di discepolato. Tutto questo è reso possibile grazie al vostro sostegno materiale e alle vostre preghiere: grazie!
SE VOLETE SOSTENERE QS PROGETTO DI PORTE APERTE VISITATE IL SITO DELLA MISSIONE www.porteaperteitalia.org (o rivolgetevi ad Angela Solinas)
Ciò che state rendendo possibile in PAKISTAN.
L’emergenza in Pakistan continua mentre le terribili immagini delle inondazioni scompaiono dai nostri TG, sostituite da altre emergenze o drammatiche situazioni. Ancora una volta noi di Porte Aperte usiamo questo spazio per ringraziare tutti coloro che ci sostengono materialmente.Appena il disastro in Pakistan si è verificato, Porte Aperte Internazionale ha deciso di rispondere agli appelli di missioni e chiese locali avviando un ambizioso progetto di primo soccorso: ebbene, dopo una rapida stima dell’entità dei fondi necessari è stata avviata una campagna specifica per questo progetto e siamo felici di comunicarvi che in brevissimo tempo il budget previsto è stato raggiunto e il progetto viaggia a gonfie vele. Molti fratelli e sorelle in Pakistan potranno ricevere beni di prima necessità grazie a tutti voi che sostenete con forza Porte Aperte, attraverso preghiere, lettere, offerte e molto altro ancora. L’amore con cui rendete possibile tutto questo si trasforma in una potentissima testimonianza in quelle zone così disastrate: i cristiani vengono soccorsi, nonostante gli ostacoli e le difficoltà, la mano di Dio li raggiunge.
Grazie! Grazie di cuore!
Indonesia:
un andamento altalenante
News Porte Aperte del 16 settembre 2010
Dopo mesi di battaglie legali, la Corte Amministrativa Statale di Bandung (Indonesia) ha revocato il provvedimento datato 31 dicembre 2009 che proibiva qualsiasi attività cristiana alla Chiesa Cristiana Protestante Filadelfia Batak (Huria Kristen Batak Protestant o HKBP Filadelfia) del villaggio di Jejalan, vicino a Bekasi. Quel provvedimento aveva portato il 12 gennaio 2010 alla chiusura della chiesa e quindi alla cessazione di ogni attività della comunità. Sin da subito, per i credenti del luogo la situazione è apparsa chiara: le minacciose pressioni di un locale gruppo islamico (Forum Islamic Ummah Jejalen Raya Bekasi) avevano indotto le autorità a prendere questo provvedimento, di fronte al quale la chiesa aveva cercato aiuto nella legge. La felicità del pastore Palti Panjaitan è stata grande nel sapere che le autorità avevano fatto giustizia, revocando dunque l’ingiustificato provvedimento.
In Indonesia registriamo un andamento altalenante della situazione interna, a causa delle tensioni create dai musulmani più integralisti ai danni dei cristiani. In questi giorni, Hasian Sihombing, anziano di una comunità della stessa denominazione (sempre a Bekasi), è stato pugnalato al petto da dei motociclisti che hanno attaccato un gruppo di credenti che si recava in chiesa, ferendo anche il pastore a bastonate. L’8 agosto scorso circa 300 membri dell’Islamic People’s Forum e dell’Islamic Defenders Front hanno forzato il posto di blocco della polizia e fatto irruzione durante una riunione della stessa chiesa, intimando ai presenti di andarsene e passando poi alla violenza con bastoni e armi da taglio. La settimana prima qualcosa di simile era accaduto addirittura con la complicità di alcuni poliziotti. Molte di queste congregazioni sono costrette a riunirsi ove capita (persino nei campi all’aperto, sotto gazebo o tende improvvisate), poiché i permessi per costruire un locale di culto sono spesso impossibili da ottenere a causa proprio delle pressioni e degli ostacoli posti dalla parte islamica della società. Tali divieti sono in palese contrasto con la costituzione indonesiana, che prevede la libertà di culto; a livello politico, qualche esponente nazionale si muove per cercare di rendere più democratica la società, ma va ricordato che l’Indonesia è il paese più popoloso a maggioranza musulmana e che le minacce e le azioni di forza dei gruppi più integralisti spesso hanno la meglio persino sulle leggi dello stato.
Noi comunque ringraziamo il Signore perchè le autorità hanno fatto giustizia, revocando l’ingiustificato provvedimento preso contro la Chiesa Cristiana Protestante Filadelfia Batak.
Grazie Signore!
Ciò che state rendendo possibile in PAKISTAN
Open Doors International, ovvero Porte Aperte, sta rispondendo alla richiesta di supporto da parte di altre organizzazioni in Pakistan, per provvedere pacchetti di primo soccorso alle disperate famiglie che si sono viste portare via tutto dall’acqua. Questi speciali pacchetti contengono: cibo, medicine, cuscini, coperte, utensili per cucinare e per mangiare. Ci siamo subito attivati per dare il nostro contributo in questa difficile situazione, contributo reso possibile dalla vostra generosità: aiutateci a salvare più fratelli e sorelle possibili, dobbiamo agire in fretta e abbiamo bisogno di voi! Se volete contribuire a questo essenziale progetto di emergenza, nel bollettino che trovate allegato nella nostra rivista scrivete nella causale “Pakistan”, oppure trovate le informazioni utili per donare su www.porteaperteitalia.org o, se volete parlare prima con qualcuno di noi, telefonate in orario di ufficio allo 045 6631224 o scrivici a .
(Potete anche chiedere a me di farlo per voi. Angela Solinas)
Ciò che state rendendo possibile nella vicina India
Orissa, lo stato indiano scenario di violentissimi attacchi a danno dei cristiani da parte degli estremisti indù, è una zona tribale e rurale di questo enorme paese, dove il salario medio quotidiano di un cristiano perseguitato si aggira sulle 45/50 rupie (un dollaro), insufficiente per far fronte alle necessità dell'intera famiglia. In queste condizioni possedere una Bibbia diventa un lusso che pochi si possono permettere, tanto che spesso le riunioni tra fratelli e sorelle sono caratterizzate proprio da una persona che legge e le altre che ascoltano, in quanto unica è la Bibbia in possesso di quel gruppo.
Grazie al vostro supporto, alle vostre offerte e alle vostre preghiere, negli ultimi 18 mesi Porte Aperte è riuscita a raggiungere i villaggi più sperduti, non solo per distribuire Bibbie e materiale cristiano essenziale per la crescita spirituale dei credenti, ma anche per organizzare i famosi seminari "Resistere nella tempesta" per quelle famiglie di cristiani che hanno subito gli attacchi diretti degli estremisti o che vivono costantemente nella minaccia di riceverli. Il territorio è vastissimo, rimane ancora molto lavoro da fare e molte famiglie da raggiungere: ancora grazie per il vostro aiuto, per l'amore con cui sostenete Porte Aperte e i fratelli della Chiesa perseguitata!
IRAN:
Maryam e Marzieh sono state assolte!
GRAZIE PER AVER PREGATO PER NOI
News Porte Aperte 3 giugno 2010
Siamo felici di potervi dare degli aggiornamenti positivi su Maryam e Marzieh, le due sorelle iraniane per cui molti di voi hanno pregato nei mesi scorsi. Maryam e Marzieh sono due ragazze cristiane, nate in un paese - l’Iran - che si situa al secondo posto nella nostra classifica dei paesi dove la persecuzione a danno dei cristiani è più forte. Erano in prigione con la pesante accusa di "attività antigovernative", "propagazione della fede cristiana" e "apostasia". Hanno tremato, pianto e urlato a Dio nella loro cella, terrorizzate dalla tortura psicologica cui sono state sottoposte per 9 mesi. Poi, come vi avevamo detto, sono state rilasciate senza pagamento di una cauzione e uno dei tre assurdi capi di imputazione è caduto, grazie anche a una petizione internazionale per la loro liberazione partita sin dal giorno del loro arresto (patrocinata anche da Porte Aperte).
Dopo un breve periodo di libertà condizionata, tenute sotto stretta sorveglianza dalla polizia segreta, sono state costrette a riapparire in tribunale per affrontare il processo per gli altri due gravissimi capi d’accusa. Siamo felicissimi di darvi la notizia che Maryam e Marzieh sono state assolte e sono tornate definitivamente libere!
Pressate in tutti i modi durante la loro ingiusta detenzione ad abbandonare Gesù, queste due fragili ragazze non hanno mai ceduto di fronte alle minacce e alla prigione e di fatto non hanno mai rinnegato il loro Salvatore, nemmeno davanti all’ordine perentorio del giudice.
“Siamo profondamente grate a tutti coloro che hanno pregato per noi” ci ha detto Marzieh, “non ho dubbi che Dio abbia ascoltato le preghiere del Suo popolo”. Maryam aggiunge: “Io credo che il nostro arresto, incarceramento e il successivo rilascio fossero nei piani di Dio e che tutto fosse permesso per la Sua gloria. Ma le preghiere delle persone ci hanno aiutato e sostenuto attraverso questa terribile esperienza”. Sabato 22 maggio 2010 sono fuggite dall’Iran e sono arrivate sane e salve in un altro paese, che per ragioni di sicurezza non possiamo rivelarvi. Il loro futuro è incerto, come quello di tutti noi, ma hanno deciso senza esitazioni che sarà speso al servizio del loro Signore!
Alleluia Grazie Signore.
NOTIZIE INCORAGGIANTI DALLA CHIESA PERSEGUITATA
Yemen: liberate le bambine tedesche rapite nel 2009. Genitori cristiani.
News 19 maggio 2010
Forse molti di voi si ricorderanno del gruppo di 9 cristiani stranieri - membri di un'organizzazione umanitaria - rapiti il 12 giugno del 2009 nello Yemen; forse molti di voi avranno pregato per le famiglie delle tre infermiere componenti di quel gruppo (due di nazionalità tedesca e una coreana) ritrovate morte pochi giorni dopo il rapimento; forse spesso vi sarete chiesti quale sia stato il destino degli altri 6 componenti di quel gruppo, ebbene è notizia di questi giorni che le due sorelline tedesche Lydia e la più giovane Anna (il giorno del rapimento avevano quattro e tre anni) sono state liberate e, secondo le poche informazioni trapelate, le loro condizioni sarebbero considerate buone (per quanto possibile in una situazione del genere). Quanto ai loro genitori e al fratellino (oltre che al volontario britannico) sequestrati con loro, non si hanno ancora notizie. Al momento del rapimento nel 2009, gli adulti di questo gruppo lavoravamo in un ospedale a Saada, nello Yemendel nord, zona di confine con l'Arabia Saudita, dove dal 2004 è in corso una sanguinosa rivolta di un gruppo sciita contro le autorità yemenite, che collaborano anche con le forze saudite per combattere i ribelli, legati a quanto pare ad Al Qaeda. Il Ministero degli Interni yemenita ha fatto sapere che "le forze di sicurezza saudite in collaborazione con lo Yemen sono riuscite a recuperare le due bambine tedesche nella zona di confine tra i due paesi" e che appunto "facevano parte di un gruppo di persone che erano state rapite l'anno scorso da un'organizzazione criminale". A tale dichiarazione è seguita quella del Ministro degli Affari Esteri tedesco Guido Westerwelle, che ha confermato la liberazione e il relativamente buono stato di salute delle bambine. Lo Yemen si trova nella settima posizione della WWList, la lista - stilata da Porte Aperte e riconosciuta a livello internazionale - dei paesi dove esiste la persecuzione; l’Islam è la religione di stato, la costituzione prevede una certa libertà religiosa, ma di fatto per i cristiani in questo paese sia il governo che la famiglia di provenienza sono fonti di oppressione. È proibita la conversione dall’Islam a un’altra religione, così come è proibita ogni attività di evangelizzazione di musulmani. Negli ultimi 15 anni sono stati rapiti oltre 200 stranieri nello Yemen.
Gloria a Dio per questa liberazione
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Nigeria:
le vostre lettere portano conforto e gioia
News Porte Aperte 12 aprile 2010
Rhoda (21) e Blessing (12), figlie di Zakka, hanno ricevuto circa 40 kg di lettere e cartoline dai sostenitori di Porte Aperte di tutto il mondo. Le due ragazze erano state testimoni del brutale assassinio del loro padre, il pastore Zakka Chiroma, per mano degli estremisti islamici nel 2004. Quegli eventi assieme alle più recenti ed efferate violenze del mese di marzo 2010 (come anche quelle del 2009 e del 2008), ci ricordano come stia involvendo la situazione nello stato nigeriano di Plateau, in particolare nella capitale Jos. Dalla morte del padre, la vita di Rhoda e Blessing è stata una continua sfida. Non molto tempo dopo il tragico evento, la madre Nakub Zakka si è risposata e ha sostanzialmente abbandonato le figlie dal fratello maggiore, il quale le ha accolte in casa. Per un po’, Blessing e Rhoda hanno vissuto dunque con il fratello e la moglie, poi però sono potute tornare nella loro casa, bruciata dagli estremisti durante gli attacchi, ma ricostruita grazie al supporto finanziario di Porte Aperte. ( GLORIA A DIO aggiungo io!)
Nel 2007 la missione ha iniziato una campagna di lettere e cartoline per le due sorelle, alla quale molti di voi hanno partecipato. Tutte quelle parole di incoraggiamento e conforto hanno spinto le ragazze a credere e a seguire Dio piuttosto che i loro sentimenti di rabbia e confusione causati dalla tempesta abbattutasi nella loro vita. Si sono sentite realmente parte del “Corpo di Cristo” e hanno visto con i loro occhi la mano di Dio operare nelle loro vite.
“Ho il desiderio di offrire l’eccellenza per il nome di Gesù. Le preghiere dei credenti nelle centinaia di lettere che ho ricevuto mi hanno fatto così bene! Benché io abbia di fronte una grande sfida e cioè ritornare a scuola, vedo come Dio stia rispondendo alle preghiere offerte a nome nostro”, ci ha detto una radiosa Rhoda. Infatti, questa giovane credente ha terminato gli studi superiori ed ora è stata accettata al Politecnico nella capitale dello stato di Bauchi. Non si può permettere le tasse di iscrizione pur lavorando (vende piccoli generi alimentari al dettaglio), ma il programma di sostegno finanziario di Porte Aperte la sosterrà in questo importante passo. Anche Blessing continua ad andare a scuola (cosa essenziale per il loro futuro, specie in un paese come la Nigeria): ora è in quarta elementare.
Grazie a tutti coloro che in passato hanno scritto a Rhoda e Blessing: le vostre lettere e cartoline hanno toccato i loro cuori e sono state un mezzo potente di incoraggiamento.
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News Porte Aperte 7 aprile 2010 IRAN:
le autorità rilasciano un pastore su cauzione
La tensione in Iran rimane alta, l’ambigua strategia di Ahmadinejad in termini di diplomazia internazionale continua senza intoppi, basti pensare alle ultime scaramucce verbali con Obama, presidente degli Stati Uniti d’America, riguardo ancora una volta la questione nucleare. Ma non vogliamo dimenticare che in Iran il regime insiste nel reprimere l’opposizione politica e i manifestanti, e in questa ondata di oppressione, che dura ormai da un anno, non disdegna un giro di vite anche nei confronti dei cristiani, forse per entrare sempre più nelle grazie dell’ala più estremista dell’oligarchia al comando nel paese.
Gli agenti delle forze di Sicurezza Investigativa dello Stato (SSI) il 2 febbraio scorso hanno arrestato il pastore Wilson Issavi, di 65 anni (vedi foto), poco dopo aver finito un incontro in casa di un amico a Isfahan. Assieme all’accusa di “conversione dei musulmani”, al pastore è stato imputato il fatto di non aver cooperato con la polizia, presumibilmente per aver continuato a realizzare incontri in casa dopo che gli agenti avevano imposto la chiusura della Chiesa Evangelica di Kermanshah (dove serviva), ordinandogli di non riaprirla. A quanto pare, Issavi in carcere è stato torturato e per le inumane condizioni della cella ha contratto una pericolosa infezione, per la quale è stato successivamente curato in ospedale.
Fin da subito il pugno di ferro utilizzato dalle autorità aveva fatto pensare al peggio; di fatto non erano mancate le minacce di esecuzione rivolte al povero pastore, così l’improvvisa notizia del rilascio su cauzione ha fatto esultare di gioia i familiari e gli amici. Alla gioia, in questi casi, si abbina purtroppo la preoccupazione per le reazioni delle fazioni più estremiste, sempre pronte a punire brutalmente chi viene “macchiato” da un arresto per motivi religiosi, come nel caso di Issavi.
Ora Issavi e la sua famiglia attendono il processo.
Fuori dalla chiesa di Issavi è stata montata una telecamera, con la quale le autorità monitorano chi eventualmente entra o esce dall’edificio. Isfahan, dove è ubicata la chiesa, è una città vicina a Tehran con almeno 1,5 milioni di abitanti ed è scenario di quello che gli esperti non esitano a definire un netto peggioramento delle condizioni dei cristiani. A quanto pare i bersagli principali sono proprio i leader delle comunità, oggetto di vessazioni, discriminazioni, interrogatori, incarceramenti, accuse e torture, di vario genere.
Altri tre cristiani, Maryam Jalili, Mitra Zahmati, e Farzan Matin, arrestati durante una riunione il 24 dicembre 2009 in una casa a Varamin assieme ad altri 12 credenti, sono stati rilasciati il 17 marzo 2010, anche se i termini del loro rilascio non sono chiari.
QUESTE BELLE NOTIZIE CI INCORAGGIANO ANCORA DI PIU’ A PREGARE.
Grazie Signore
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VIETNAM:
news del 30 marzo 2010 di Compass Direct
Cristiana prigioniera uscita dal carcere. Le Thi Cong Nhan deve ancora scontare tre anni agli arresti domiciliari, ma dice che non cesserà di combattere per le libertà democratiche in Vietnam. Cong Nhan è diventata una cristiana prima di venire arrestata e avrebbe letto tutta la Bibbia in carcere.
"In carcere il Signore è diventato il mio più caro amico, il mio maestro, e quello che portava il mio peso con me». "Quando sono stata rilasciata dal carcere, ho ricevuto molte parole di lode e di amore e rispetto - e mi sono un po' preoccupata di questo- perchè io non mi considero degna di questo tipo di lodi". ” Ritengo di dover vivere una ancora migliore e più degna vita spirituale ".
La sua esperienza carceraria ha confermato la sua vocazione e la fede, ha detto.
"Come risultato diretto della mia esperienza del carcere, sono più che mai convinta che il percorso che ho scelto è quello giusto", Cong Nhan ha detto” . "Prima di andare in prigione ero solo come una freccia sottile, ma ora sono diventata forte".
Ricordati di tenere Le Thi Cong Nhan nella preghiera.
Grazie.
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CINA:
News 28 marzo 2010 di China Aid Association
Il 28 marzo 2010, l'avvocato per i diritti umani Gao Zhisheng, che era scomparso da più di un anno, ha contattato la moglie e i figli, secondo il China Aid association.
Nei mesi scorsi erano circolate voci che Gao fosse morto per le torture per mano di funzionari del governo cinese. Di Gao si sono occupate molte associazioni internazionali per i diritti umani.
Non è un cristiano ma ha sopportato il carcere per aver pubblicamente preso le difese di un pastore evangelico perseguitato di una comunità familiare cinese.
Dio lo benedica grandemente per questo gesto e lo tocchi in modo da salvare la sua vita e quella della sua famiglia. Amen.
Che dire fratelli e sorelle? Belle notizie in questo fine marzo 2010. Perciò continuiamo a pregare!!!
Che bello!!! Gloria a Dio